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mercoledì 1 febbraio 2012
ENEL E LA VERGOGNA DEI SUOI SOPRUSI VERSO I MAYA
Ricavi a 79,5 miliardi di euro, in crescita dell’8,3% rispetto al 2010, ebitda a 17,7 miliardi di euro (+1,1%) e un indebitamento finanziario netto in lieve discesa a 44,6 miliardi di euro (- 0,7%). In queste cifre si riassume il 2011 dell’Enel, il cui cda ieri ha approvato i dati preliminari consolidati dell’ultimo esercizio. I numeri centrano i target annunciati alla comunità finanziaria, anzi sono in qualche caso leggermente superiori alle previsioni (come per l’ebitda), e arrivano al momento giusto, visto che il gruppo sta per misurarsi sul mercato con l’imminente lancio di un bond retail fino a tre miliardi di euro, previsto il 6 febbraio prossimo.
C’è però anche una novità meno piacevole, per quanto prevedibile: quest’anno il gruppo non distribuirà alcun acconto sul dividendo, interrompendo una lunga consuetudine. Proprio il 21 novembre scorso Enel ha versato agli azionisti un anticipo di 10 centesimi per azione sul dividendo maturato nel 2011. Per quest’anno, invece, si preferisce soprassedere e pagare in un’unica soluzione: ragioni di prudenza, in previsione di un anno insidioso, consigliano infatti di mantenere un più elevato livello di liquidità, anche se il gruppo ha una disponibilità di circa 25 miliardi di euro, più che sufficiente ad affrontare i rimborsi prossimi alla scadenza.
DOPO TUTTO QUESTO GUARDATE IL FILMATO :
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appelli umanitari
martedì 31 gennaio 2012
EQUITALIA : L'USURA E' LEGALIZZATA?
Equitalia : per sapere di cosa si parla vi rimando alla pagina che ve lo spiega.
L'Agenzia delle Entrate cala l'arma "fine del mondo" sui contribuenti: in modo silenzioso, dopo un rinvio estivo e tre rivisitazioni in altrettanti decreti, ventiquattro ore fa l'Agenzia ha offerto al mastino Equitalia uno strumento di rara efficacia. Dopo 60 giorni dall'avviso al contribuente ("Devi pagare", e si parla di debiti con lo Stato contratti a partire dal 2007, imposte sui redditi, Iva, Irap), l'Equitalia guidata da Attilio Befera, l'istituzione più temuta del paese, potrà attivare i suoi mezzi per recuperare il debito. Senza muovere un passo, potrà iscrivere ipoteca sull'artigiano considerato infedele (facendo scattare una comunicazione alla centrale rischi delle banche con conseguente chiusura dei fidi), potrà pignorare il suo conto corrente (rendendo impossibile il pagamento di dipendenti e fornitori), avviare i pignoramenti presso terzi (sono i crediti dei clienti, Equitalia ha il potere di arrivare anche lì) e far partire le ganasce fiscali su auto e van posseduti.
Non esiste più diritto alla difesa, devi versare che tu abbia torto o ragione", attacca l'avvocato Alberto Goffi, consigliere regionale Udc del Piemonte, riferimento della rivolta anti-Equitalia. "Si sta colpendo chi ha fatto dichiarazioni fedeli e oggi, a causa della crisi, non è in grado di pagare le tasse. Non puoi impugnare quello che hai dichiarato, è la condanna a morte delle imprese oneste". Pietro Giordano, segretario Adiconsum: "Con questi tassi prossimi all'usura crescerà il debito dei contribuenti, le misure introdotte a luglio vengono vanificate". Già, sull'onda delle sconfitte alle amministrative e le conseguenti urla della Lega ("tutta colpa di Equitalia"), a inizio estate il governo innalzò a 20 mila euro il tetto per l'ipoteca sulla prima casa, pretese due avvisi prima di apporre le ganasce fiscali e allungò a 72 mesi le rate per i debiti. Quindi, per cercare di diminuire il gigantesco contenzioso fermo nelle commissioni di ricorso, l'Agenzia ha avviato un mini-condono per chi aveva contestato. Ieri, però, è stata sguainata l'arma letale: "60 giorni per pagare". A fine mese arriverà il redditometro, quindi il carcere per gli evasori. I dirigenti dell'Agenzia: "Ora possiamo andare avanti spediti, gli esattori punteranno al sodo. Usciamo dall'Ottocento, entriamo nel Duemila".
L'Agenzia delle Entrate cala l'arma "fine del mondo" sui contribuenti: in modo silenzioso, dopo un rinvio estivo e tre rivisitazioni in altrettanti decreti, ventiquattro ore fa l'Agenzia ha offerto al mastino Equitalia uno strumento di rara efficacia. Dopo 60 giorni dall'avviso al contribuente ("Devi pagare", e si parla di debiti con lo Stato contratti a partire dal 2007, imposte sui redditi, Iva, Irap), l'Equitalia guidata da Attilio Befera, l'istituzione più temuta del paese, potrà attivare i suoi mezzi per recuperare il debito. Senza muovere un passo, potrà iscrivere ipoteca sull'artigiano considerato infedele (facendo scattare una comunicazione alla centrale rischi delle banche con conseguente chiusura dei fidi), potrà pignorare il suo conto corrente (rendendo impossibile il pagamento di dipendenti e fornitori), avviare i pignoramenti presso terzi (sono i crediti dei clienti, Equitalia ha il potere di arrivare anche lì) e far partire le ganasce fiscali su auto e van posseduti.
Non esiste più diritto alla difesa, devi versare che tu abbia torto o ragione", attacca l'avvocato Alberto Goffi, consigliere regionale Udc del Piemonte, riferimento della rivolta anti-Equitalia. "Si sta colpendo chi ha fatto dichiarazioni fedeli e oggi, a causa della crisi, non è in grado di pagare le tasse. Non puoi impugnare quello che hai dichiarato, è la condanna a morte delle imprese oneste". Pietro Giordano, segretario Adiconsum: "Con questi tassi prossimi all'usura crescerà il debito dei contribuenti, le misure introdotte a luglio vengono vanificate". Già, sull'onda delle sconfitte alle amministrative e le conseguenti urla della Lega ("tutta colpa di Equitalia"), a inizio estate il governo innalzò a 20 mila euro il tetto per l'ipoteca sulla prima casa, pretese due avvisi prima di apporre le ganasce fiscali e allungò a 72 mesi le rate per i debiti. Quindi, per cercare di diminuire il gigantesco contenzioso fermo nelle commissioni di ricorso, l'Agenzia ha avviato un mini-condono per chi aveva contestato. Ieri, però, è stata sguainata l'arma letale: "60 giorni per pagare". A fine mese arriverà il redditometro, quindi il carcere per gli evasori. I dirigenti dell'Agenzia: "Ora possiamo andare avanti spediti, gli esattori punteranno al sodo. Usciamo dall'Ottocento, entriamo nel Duemila".
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evasione fiscale.
AFFONDAMENTO DEL CONCORDIA ULTIME NOTIZIE.
QUESTI SONO I NOMINATIVI DEI DISPERSI DEL CONCORDIA PER ORDINE DI NAZIONALITA'. I MORTI ACCERTATI FINO AD ORA SONO 11.
6 italiani:
Dintrono Maria
Girolamo Giuseppe (membro equipaggio)
Trecarichi Maria Grazia
Virzì Luisa Antonia
Arlotti Dayana
Arlotti Williams
13 tedeschi:
Bauer Elisabeth
Ganz Christina Mathi
Ganz Norbert Josef
Goergens Gertrud
Grube Gabriele
Hoer Egon
Neth Margarethe
Schall Inge
Stumpf Siglinde
Werp Brunhild
Werp Josef
Galle Horst
Schroeter Margrit
4 francesi:
Blemand Michael
Gannard Jeanne
Gregoire Pierre
Litzler Mylene
Un ungherese:
Feher Sandor (membro dell'equipaggio)
Un indiano:
Rebello Russel Terence (membro dell'equipaggio)
Una peruviana:
Soriamolina Erika Fani (membro dell'equipaggio)
2 americani:
Heil Barbara e Heil Gerald.
COSTA CROCIERE ha dato l'annuncio che la sua ex ammiraglia " Concordia " affondata nei pressi dell'isola del Giglio non tornera' piu' a navigare, si stimano tempi di recupero per il relitto superiori ad un anno da oggi.
Grande preoccupazione degli abitanti dell'isola che oltre a perdere l'imminente stagione turistica vedono il rischio di un inquinamento biologico che potrebbe danneggiare per molti anni a venire tutte le attivita' turistiche che rappresentano la loro piu' grande risorsa economica. Gli stessi abitanti hanno formato un comitato che avra' il compito di tenersi a contatto con le parti che gestiscono tutte le operazioni da effettuare per un veloce ripristino della situazione. Il comitato dovrebbe avere infatti la forza tramite legali e tecnici di parte , per interagire con maggiore autorevolezza nei confronti di tutte le decisioni da prendere e nel caso di partecipare attivamente ai tavoli delle trattative , per essere sempre al corrente degli sviluppi di questa situazione di emergenza che li vede come parte lesa in eventuali azioni giudiziarie.
Non dimentichiamo certo tutti coloro che come viaggiatori si erano imbarcati sulla nave per una crociera di svago ed hanno trovato la morte. Altri piu' fortunati sono sopravvissuti ma porteranno sempre con loro gli strascici emotivi e psicologigi di un evento difficilmente dimenticabile.
In tal senso troviamo l'offerta ( 13000 euro a viaggiatore ) proposta dai vertici di Costa veramente offensiva.
Anche perche' non tutti i passeggeri hanno subito lo stesso danno , ma ognuno di loro e' stato danneggiato in modo e maniera differente , e come tale deve essere trattato il risarcimento.
Ad esempio , sei passeggeri della Concordia hanno presentato ieri a Miami una denuncia contro la Carnival e Costa Crociere e contestualmente una richiesta di maxi risarcimento: 460 milioni di dollari. L'avvocato dei sei passeggeri, Marc Berna, ha spiegato che l'azione legale è stata avviata in un tribunale di Miami, dove è il quartier generale della Carnival. L'accusa rivolta dal legale alla Carnival e a Costa Crociere riguarda la "negligenza del marittimo".
Non dimentichiamo che Costa Crociere S.p.A. fa parte del Gruppo Carnival Corporation & plc, leader mondiale delle crociere ed è membro della prestigiosa World's Leading Cruise Lines, associazione delle principali compagnie crocieristiche del mondo.
Chi è il vero, misterioso padrone della Costa Crociere, e com´è riuscito a rimanere un "fantasma" dall´inizio della tragedia? Finalmente se lo chiede anche la grande stampa americana. È il Wall Street Journal il primo a rompere il cerchio magico della discrezione che ha protetto l´azionista americano. Un vero miracolo, a pensarci bene: il naufragio ha avuto una visibilità altissima qui negli Stati Uniti, ancora a 10 giorni dal disastro le immagini dall´Isola del Giglio continuano ad apparire in tutti i notiziari televisivi.
All´appello manca solo il padrone, che è riuscito a mantenere un profilo non basso ma addirittura invisibile. Eppure in questa vicenda autorevoli esperti americani di diritto marittimo fin dalle prime ore si sono chiesti se i naufraghi di cittadinanza Usa e i familiari delle vittime americane non abbiano la possibilità di rivolgersi a un tribunale di Miami per andare a pescare risarcimenti nelle casse ben fornite della casa madre.
«Dov´è Micky Arison?» con questo interrogativo il Wall Street Journal ha tentato di "stanare" il potentissimo padre-padrone della Carnival: che cumula tre ruoli, quello di presidente, amministratore delegato, e azionista di maggioranza con un terzo del capitale. A 62 anni, Arison è il 75esimo uomo più ricco degli Stati Uniti con un patrimonio stimato a 4,2 miliardi nel settembre scorso dalla rivista Forbes.
Il suo impero, con sede a Miami in Florida, ha 101 navi, occupa 70.000 dipendenti, e in media ogni giorno 200.000 passeggeri viaggiano su una nave da crociere che appartiene al gruppo. Solo 15 navi hanno il marchio Costa. La compagnia genovese fu acquistata da Carnival nel 1997. Il gruppo di Arison ha 10 filiali tra cui alcune sono ben più grosse della Costa: Holland America, Princess Cruises, Cunard, Carnival Cruise Lines.
VEDIAMO ORA LA POSIZIONE DEL COMANDANTE SCHETTINO :

Francesco Schettino al momento del naufragio della Costa Concordia non era lucido (e questo si era capito, ndr). Lo afferma un altro personaggio chiave della tragedia, il tenente di vascello e secondo ufficiale medico, Gianluca Marino Cosentino.
Con le dichiarazioni dell'ufficiale la posizione di Schettino si aggrava. Intervistato dal Mattino, Cosentino, descrive un comandante "sconvolto" che ha mancato completamente il suo ruolo: "Il coordinamento dei soccorsi da parte del comandante non c'era. Personalmente mi ha molto sorpreso vedere Schettino in borghese sul molo verso mezzanotte e mezzo. In più quando ho sentito dai telegiornali che aveva avuto il tempo di prendere effetti personali nella sua cabina ed anche un computer, e finanche di scivolare sfortunatamente in una scialuppa, beh, è stato il massimo".
Al momento le accuse sono di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono di nave. Rischia fino a 15 anni di carcere''.
6 italiani:
Dintrono Maria
Girolamo Giuseppe (membro equipaggio)
Trecarichi Maria Grazia
Virzì Luisa Antonia
Arlotti Dayana
Arlotti Williams
13 tedeschi:
Bauer Elisabeth
Ganz Christina Mathi
Ganz Norbert Josef
Goergens Gertrud
Grube Gabriele
Hoer Egon
Neth Margarethe
Schall Inge
Stumpf Siglinde
Werp Brunhild
Werp Josef
Galle Horst
Schroeter Margrit
4 francesi:
Blemand Michael
Gannard Jeanne
Gregoire Pierre
Litzler Mylene
Un ungherese:
Feher Sandor (membro dell'equipaggio)
Un indiano:
Rebello Russel Terence (membro dell'equipaggio)
Una peruviana:
Soriamolina Erika Fani (membro dell'equipaggio)
2 americani:
Heil Barbara e Heil Gerald.
COSTA CROCIERE ha dato l'annuncio che la sua ex ammiraglia " Concordia " affondata nei pressi dell'isola del Giglio non tornera' piu' a navigare, si stimano tempi di recupero per il relitto superiori ad un anno da oggi.
Grande preoccupazione degli abitanti dell'isola che oltre a perdere l'imminente stagione turistica vedono il rischio di un inquinamento biologico che potrebbe danneggiare per molti anni a venire tutte le attivita' turistiche che rappresentano la loro piu' grande risorsa economica. Gli stessi abitanti hanno formato un comitato che avra' il compito di tenersi a contatto con le parti che gestiscono tutte le operazioni da effettuare per un veloce ripristino della situazione. Il comitato dovrebbe avere infatti la forza tramite legali e tecnici di parte , per interagire con maggiore autorevolezza nei confronti di tutte le decisioni da prendere e nel caso di partecipare attivamente ai tavoli delle trattative , per essere sempre al corrente degli sviluppi di questa situazione di emergenza che li vede come parte lesa in eventuali azioni giudiziarie.
Non dimentichiamo certo tutti coloro che come viaggiatori si erano imbarcati sulla nave per una crociera di svago ed hanno trovato la morte. Altri piu' fortunati sono sopravvissuti ma porteranno sempre con loro gli strascici emotivi e psicologigi di un evento difficilmente dimenticabile.
In tal senso troviamo l'offerta ( 13000 euro a viaggiatore ) proposta dai vertici di Costa veramente offensiva.
Anche perche' non tutti i passeggeri hanno subito lo stesso danno , ma ognuno di loro e' stato danneggiato in modo e maniera differente , e come tale deve essere trattato il risarcimento.
Ad esempio , sei passeggeri della Concordia hanno presentato ieri a Miami una denuncia contro la Carnival e Costa Crociere e contestualmente una richiesta di maxi risarcimento: 460 milioni di dollari. L'avvocato dei sei passeggeri, Marc Berna, ha spiegato che l'azione legale è stata avviata in un tribunale di Miami, dove è il quartier generale della Carnival. L'accusa rivolta dal legale alla Carnival e a Costa Crociere riguarda la "negligenza del marittimo".
Non dimentichiamo che Costa Crociere S.p.A. fa parte del Gruppo Carnival Corporation & plc, leader mondiale delle crociere ed è membro della prestigiosa World's Leading Cruise Lines, associazione delle principali compagnie crocieristiche del mondo.
Chi è il vero, misterioso padrone della Costa Crociere, e com´è riuscito a rimanere un "fantasma" dall´inizio della tragedia? Finalmente se lo chiede anche la grande stampa americana. È il Wall Street Journal il primo a rompere il cerchio magico della discrezione che ha protetto l´azionista americano. Un vero miracolo, a pensarci bene: il naufragio ha avuto una visibilità altissima qui negli Stati Uniti, ancora a 10 giorni dal disastro le immagini dall´Isola del Giglio continuano ad apparire in tutti i notiziari televisivi.
All´appello manca solo il padrone, che è riuscito a mantenere un profilo non basso ma addirittura invisibile. Eppure in questa vicenda autorevoli esperti americani di diritto marittimo fin dalle prime ore si sono chiesti se i naufraghi di cittadinanza Usa e i familiari delle vittime americane non abbiano la possibilità di rivolgersi a un tribunale di Miami per andare a pescare risarcimenti nelle casse ben fornite della casa madre.
«Dov´è Micky Arison?» con questo interrogativo il Wall Street Journal ha tentato di "stanare" il potentissimo padre-padrone della Carnival: che cumula tre ruoli, quello di presidente, amministratore delegato, e azionista di maggioranza con un terzo del capitale. A 62 anni, Arison è il 75esimo uomo più ricco degli Stati Uniti con un patrimonio stimato a 4,2 miliardi nel settembre scorso dalla rivista Forbes.
Il suo impero, con sede a Miami in Florida, ha 101 navi, occupa 70.000 dipendenti, e in media ogni giorno 200.000 passeggeri viaggiano su una nave da crociere che appartiene al gruppo. Solo 15 navi hanno il marchio Costa. La compagnia genovese fu acquistata da Carnival nel 1997. Il gruppo di Arison ha 10 filiali tra cui alcune sono ben più grosse della Costa: Holland America, Princess Cruises, Cunard, Carnival Cruise Lines.
VEDIAMO ORA LA POSIZIONE DEL COMANDANTE SCHETTINO :

Francesco Schettino al momento del naufragio della Costa Concordia non era lucido (e questo si era capito, ndr). Lo afferma un altro personaggio chiave della tragedia, il tenente di vascello e secondo ufficiale medico, Gianluca Marino Cosentino.
Con le dichiarazioni dell'ufficiale la posizione di Schettino si aggrava. Intervistato dal Mattino, Cosentino, descrive un comandante "sconvolto" che ha mancato completamente il suo ruolo: "Il coordinamento dei soccorsi da parte del comandante non c'era. Personalmente mi ha molto sorpreso vedere Schettino in borghese sul molo verso mezzanotte e mezzo. In più quando ho sentito dai telegiornali che aveva avuto il tempo di prendere effetti personali nella sua cabina ed anche un computer, e finanche di scivolare sfortunatamente in una scialuppa, beh, è stato il massimo".
Al momento le accuse sono di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono di nave. Rischia fino a 15 anni di carcere''.
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lunedì 30 gennaio 2012
SCORIE RADIOATTIVE : IL GOVERNO DECIDE DI CREARE NUOVI SITI IN ITALIA.
di
Mauro Ravarino
ariannaeditrice.it
ariannaeditrice.it
Sedata
dopo il referendum, la bagarre sul nucleare
sta per riaprirsi per un articolo contenuto
nel decreto del governo Monti sulle
liberalizzazioni. Nascosto tra articoli che
hanno avuto finora più eco, c’è infatti
spazio anche per l’atomo. Anzi, per i suoi
scarti, le scorie. L’articolo 25
(accelerazione delle attività di
disattivazione e smantellamento dei siti
nucleari) vorrebbe dare impulso al
decommissioning e rendere più facile
l’autorizzazione di nuovi depositi nucleari,
in deroga – se necessario – a procedure
ordinarie. «Se fosse approvato
autorizzerebbe i nuovi depositi nucleari nei
siti a rischio», denuncia Gian Piero Godio,
instancabile antinuclearista piemontese di
Legambiente, che se non avesse setacciato
ogni angolo del decreto non avrebbe scovato
una norma sfuggita ai più.
Tra
i siti meno idonei la palma d’oro spetta a
Saluggia, in provincia di Vercelli, che
delle scorie è la capitale (è qui stoccato
l’85% dei rifiuti radioattivi del nostro
Paese, tra cui oltre 300 metri cubi liquidi
a più alta radioattività): depositi
temporanei nella golena della Dora Baltea e
a monte dell’acquedotto del Monferrato.
«L’articolo 25 toglierebbe ai Comuni la possibilità di decidere se un impianto nucleare può essere realizzato o meno», sottolinea Godio. Due parlamentari del Pd, Luigi Bobba e Roberto Della Seta (eletti nel vercellese) – che sostengono Monti come tutto il partito di Bersani – annunciano, però, battaglia: «Se passasse così com’è, Saluggia diventerebbe la discarica delle scorie nucleari italiane, senza bisogno di ottenere le autorizzazioni ambientali, urbanistiche e di sicurezza previste dalla legge per tutte le nuove infrastrutture. Per questo, proporremo al Senato e alla Camera modifiche radicali all’articolo e ci auguriamo che il governo non insista su una via totalmente inaccettabile».
«L’articolo 25 toglierebbe ai Comuni la possibilità di decidere se un impianto nucleare può essere realizzato o meno», sottolinea Godio. Due parlamentari del Pd, Luigi Bobba e Roberto Della Seta (eletti nel vercellese) – che sostengono Monti come tutto il partito di Bersani – annunciano, però, battaglia: «Se passasse così com’è, Saluggia diventerebbe la discarica delle scorie nucleari italiane, senza bisogno di ottenere le autorizzazioni ambientali, urbanistiche e di sicurezza previste dalla legge per tutte le nuove infrastrutture. Per questo, proporremo al Senato e alla Camera modifiche radicali all’articolo e ci auguriamo che il governo non insista su una via totalmente inaccettabile».
Si
tratta di una norma, che in termini diversi,
era comparsa anche nel decreto Salva Italia,
ma fu espunta dalle successive correzioni.
Non è la prima volta che per mano
governativa verrebbero rafforzati i poteri
di Sogin (Società gestione impianti
nucleari), successe già nel 2003 quando il
governo Berlusconi decretò lo stato di
emergenza sui siti nucleari, a causa – si
disse – del pericolo di attentati
terroristici. In sella, a quel tempo, c’era
il generale Carlo Jean, che in qualità di
commissario Sogin autorizzò a Saluggia
(Vercelli) il contestato mega deposito D2 –
di cui sono iniziati da poco i lavori – in
virtù dei poteri speciali e in deroga alla
normativa urbanistica.
È la prima parte del comma 4 quello che impensierisce maggiormente gli ambientalisti e che secondo loro «esautorerebbe i comuni e i sindaci»: una volta ottenuto l’ok del ministero dello Sviluppo economico, Sogin potrebbe operare senza ulteriori “ostacoli” burocratici. L’autorizzazione diventerebbe, infatti, variante, e sostituirebbe ogni provvedimento amministrativo.
È la prima parte del comma 4 quello che impensierisce maggiormente gli ambientalisti e che secondo loro «esautorerebbe i comuni e i sindaci»: una volta ottenuto l’ok del ministero dello Sviluppo economico, Sogin potrebbe operare senza ulteriori “ostacoli” burocratici. L’autorizzazione diventerebbe, infatti, variante, e sostituirebbe ogni provvedimento amministrativo.
Fatte
salve le specifiche procedure previste per
la realizzazione del Deposito nazionale e
del Parco tecnologico richiamate al comma 3,
l’autorizzazione alla realizzazione dei
progetti di disattivazione rilasciata ai
sensi dell’articolo 55 del decreto
legislativo 17 marzo 1995, n.230 nonché le
autorizzazioni di cui all’articolo 6 della
legge 31 dicembre 1962 n. 1860, e
all’articolo 148, comma 1-bis, del decreto
legislativo 17 marzo 1995, n. 230,
rilasciate a partire dalla data di entrata
in vigore del presente decreto, valgono anche
quale dichiarazione di pubblica utilità,
indifferibilità e urgenza, costituiscono
varianti agli strumenti urbanistici e
sostituiscono ogni provvedimento
amministrativo, autorizzazione,
concessione, licenza, nulla osta, atto di
assenso e atto amministrativo, comunque
denominati, previsti dalle norme vigenti
costituendo titolo alla esecuzione delle
opere.
«Così
– sostiene Godio – si dà mano libera a Sogin
di installare dove vuole i depositi senza il
parere discriminante delle istituzioni
locali. Tanti depositi renderanno meno
esigente la costruzione di un vero deposito
nazionale più sicuro, che per legge doveva
essere pronto entro la fine del 2008. Sogin
ha ultimamente chiesto l’autorizzazione per
la costruzione di depositi, a sua
detta temporanei, in ogni sito italiano,
situati spesso in località illogiche».
Solo in Piemonte sono previsti due depositi
nucleari a Saluggia, altri due a Trino
Vercellese e un deposito nucleare a Bosco
Marengo (in fase di realizzazione). «I siti
– conclude Godio – rischiano di diventare
depositi di sé stessi, in barba al
decommissioning che dovrebbe eliminare nei
luoghi ogni vincolo derivante dalla presenza
di radioattività».
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venerdì 27 gennaio 2012
OGGI SI CELEBRA IL GIORNO DELLA MEMORIA
(ANSA) - ROMA, 27 GEN - Quest'oggi, a 67 anni dal giorno in cui le truppe sovietiche arrivarono ad Auschwitz, in tutta Italia, e nel resto del mondo, si celebra il Giorno della memoria dell'Olocausto. Ne parlera' il presidente Napolitano al Quirinale. Ieri sera, toccante cerimonia alla sinagoga di Roma, dove sono stati ricordati 216 bambini ebrei romani morti nel campo di sterminio. Proposta una legge contro il negazionismo.
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mercoledì 25 gennaio 2012
ASUS LANCIA IL PRIMO TABLET QUAD CORE
In arrivo , da Asus il primo tablet con Android e la piattaforma Nvidia Tegra 3. L'Eee Pad Transformer Prime TF201 , e' dotato di architettura quad core, cioè quattro nuclei di elaborazione in parallelo al posto dei due usati nelle tavolette o tablet fino a questo momento. I core del Tegra 3 a bordo del TF201 sono cinque : quattro operativi a 1,4 GHz, più uno supplementare a 500 MHz per ridurre il bisogno energetico nelle operazioni meno performanti in fatto di potenza di elaborazione, come riprodurre brani MP3.
Il Prime riserva un'altra chicca è infatti il primo tablet con Android 4.0 Ice Cream Sandwich che comporta novità per le prestazioni e i miglioramenti apportati alle funzioni.
Il nuovo Transformer eredita dal primo modello la docking con tastiera Qwerty e batteria aggiuntiva , le finiture sono accuratissime.
Novita' Tecniche:
Una webcam da 1,2 Megapixel integrata frontalmente nella cornice del display offre il pratico ed indispensabile supporto per video-chat e videoconferenze, mentre la videocamera collocata sul retro dello chassis vanta un sensore da ben 8 Megapixel intelligente con messa a fuoco automatica assistito da un potente flash LED per catturare foto sempre eccellenti e ben definite. Tutto questo grazie all’apertura F2.4, al sensore CMOS retroilluminato, una profondità di campo variabile con modalità touch-to-focus ed una efficace sistema di riduzione del rumore che assicura scatti ottimali anche in condizioni di scarsa luminosità ambientale. L’elevata risoluzione del sensore consente così, per la prima volta su un tablet, di girare anche video in formato Full HD, sorprendentemente fluidi e ben definiti fino alla risoluzione massima di 1080p.
Il Transformer Prime primeggia anche sul fronte audio, offrendo un’eccellente qualità nella riproduzione del suono grazie all’esclusiva tecnologia ASUS SonicMaster, che consente di restituire un audio nitido, tridimensionale e cristallino, assicurando una più ampia gamma sonora e regalando una perfetta fedeltà di riproduzione con sonorità davvero “avvolgenti”.
Disponibile con memoria interna da 32GB, il nuovo Transformer Prime assicura estrema capacità e versatilità di archiviazione includendo anche uno slot per schede di memoria micro SD direttamente sul pad ed un lettore aggiuntivo per schede SD di tipo “full size” sulla tastiera docking, cui si aggiungono ulteriori 8GB di spazio online disponibile in maniera gratuita e illimitata nel tempo mediante il servizio cloud ASUS WebStorage. Direttamente sul pad trovano posto anche un tradizionale jack audio combo da 3,5 mm e una uscita micro HDMI per condividere agevolmente documenti e contenuti multimediali del tablet su schermi esterni o TV HD anche 3D.
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venerdì 20 gennaio 2012
ANONYMOUS AFFONDA L'ATTACCO A : FBI, RIAA, MPAA, HADOPI
@USAnonymous AnonymousHQ
We are Anonymous. We are AntiSec. We are Legion. We do not forgive. We do not forget. Expect us.
La vendetta degli Anonymous raggiunge una nuova puntata nelle ultime ore, quando è lo stesso “ufficio stampa” della Legione a far sapere di aver messo a segno un nuovo scacco matto nei confronti di chi nelle ore precedenti ha affondato Megaupload. Ed è in questo caso un attacco estremamente forte e simbolico: gli Anonymous avrebbero pubblicato in rete i dati personali del capo dell’FBI, Robert Muller.
La notizia ha iniziato a trapelare in queste ore e la conferma giunge dello stesso team degli Anonymous via Twitter.
La rappresaglia della Legione fa dunque un passo avanti, mettendo la
battaglia su di un piano differente e per certi versi ben più pericoloso
poiché non più vissuto sul piano istituzionale, ma spostato sul piano
personale. Se nella prima notte della “vendetta” gli Anonymous hanno
affondato siti di riferimenti quali FBI, RIAA, MPAA, Hadopi, Universal
ed altri ancora, la seconda notte inizia con un colpo sotto la cintola: il capo dell’FBI viene attaccato personalmente, nell’intimità della propria residenza e della propria famiglia, lanciando così nell’atmosfera una minaccia al veleno.
I dati pubblicati in rete sarebbero relativi agli indirizzi delle diverse residenze di Muller e quelli della moglie e della figlia, oltre ai numeri di telefono ed agli indirizzi email della famiglia. La pubblicazione sarebbe avvenuta su alcuni social network (non meglio precisati) e la fonte delle informazioni sarebbe invece ignota.
Nelle ore antecedenti l’operazione di attacco ai siti affondati era stata perpetrata grazie alla collaborazione di oltre 5000 utenti protagonisti di quello che gli stessi Anonymous hanno definito come l’attacco più imponente mai orchestrato fino ad ora. Ma l’attacco odierno ha un peso specifico differente: la minaccia all’incolumità di una famiglia vale, in termini di pericolo, più di tanti temporanei DDoS.
La Informacion
I dati pubblicati in rete sarebbero relativi agli indirizzi delle diverse residenze di Muller e quelli della moglie e della figlia, oltre ai numeri di telefono ed agli indirizzi email della famiglia. La pubblicazione sarebbe avvenuta su alcuni social network (non meglio precisati) e la fonte delle informazioni sarebbe invece ignota.
Nelle ore antecedenti l’operazione di attacco ai siti affondati era stata perpetrata grazie alla collaborazione di oltre 5000 utenti protagonisti di quello che gli stessi Anonymous hanno definito come l’attacco più imponente mai orchestrato fino ad ora. Ma l’attacco odierno ha un peso specifico differente: la minaccia all’incolumità di una famiglia vale, in termini di pericolo, più di tanti temporanei DDoS.
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This is my web dreamTHE WEB AS WE WOULD LIKE TO SEE IT
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