. GIOCOSENZATRUCCO: INTERNET A RISCHIO COLLASSO

mercoledì 7 luglio 2010

INTERNET A RISCHIO COLLASSO

E’ finita la banda, non c’è più per tutti. Il monito arriva dal Presidente dell’AgCom, Corrado Calabrò che ribadisce quanto sia problematica la situazione: l’Italia digitale è al collassomanca la banda ultra larga fissa e mobile.
E’ urgente e necessario liberare nuove frequenze per le connessioni mobili, in aumento esponenziale grazie alla rivoluzione dei dispositivi in atto negli ultimi anni. Per evitare la saturazione, servono risorse: i primi segnali di cedimento del comparto fisso si sono visti qualche settimana fa con la chiusura 500 centrali sature, incapaci di erogare ulteriori servizi Adsl.
Proprio la linea fissa è al collasso, soprattutto perchè il wireless si appoggia alle reti fisse: è impensabile continuare senza un progetto per il Paese che si imponga per una rete NGN. Sono da premiare gli sforzi e i progetti di alcuni operatori di Tlc per la realizzazione di reti di nuova generazione (Ngn), ma non sono sufficienti.
L’Agenda digitale europea prevede che almeno il 50% delle famiglie europee abbia un collegamento superiore ai 100 Mbps entro il 2020.  L’AgCom preparerà l’agenda digitale per l’Italia dove si definiranno le regole per consentire l’accesso neutrale alle reti di nuova generazione (Ngn) e, allo stesso tempo, garantire un adeguato ritorno economico degli investimenti.
Telecom, secondo Calabrò, vuole investire in uno sviluppo della rete che è strettamente dimensionato alle richieste attuali e non guarda assolutamente al futuro.
La questione è seria in quanto il servizio in voce ha garantito il 70% dei ricavi e parte prevalente degli utili, ma i volumi di traffico in rete crescono in modo esponenziale non accompagnato da un aumento esponenziale del fatturato legato al traffico dati. In altre parole gli investimenti non garantiscono una ritorno di redditività sufficientemente adeguato.
Bisogna smettere di pensare a falsi miti: la Cassa depositi e prestiti (Cdp) non può avere un ruolo di investitore a meno di non cambiare le regole del gioco, in quanto sarebbero considerati altrimenti aiuti di Stato.
E’ necessario operare con investimenti condivisi, garantire la Net neutralirty (”neutralità tecnologica delle nuove reti e garanzie su modalità e tempi nel passaggio dalle linee in rame alla fibra) ma prima di tutto serve un insieme organico di norme che permettano di realizzare e condividere le infrastrutture, “sburocratizzando” i processi autorizzativi.
Bisogna liberare radiofrequenze e sviluppare il wifi per risolvere il divario digitale nel Paese: possono venire in soccorso le frequenze liberate, con lo switch-off al digitale terrestre da assegnare alla banda larga mobile.
Anche Paolo Bertoluzzo, A.D. di Vodafone Italia, concorda sull’allarme lanciato dal presidente Agcom, Corrado Calabrò: se si va avanti cosi il rischio di collasso della rete mobile a causa della diffusione degli smartphone è vicina.

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