. GIOCOSENZATRUCCO: LA CATALOGNA DICE NO ALLA CORRIDA. L’ENPA: “UNA DECISIONE STORICA”

mercoledì 28 luglio 2010

LA CATALOGNA DICE NO ALLA CORRIDA. L’ENPA: “UNA DECISIONE STORICA”


Da oggi la corrida è destinata a un futuro incerto. Con 68 voti favorevoli, 55 contrari e 9 astenuti il Parlamento catalano ha infatti deciso di mettere al bando la tauromachia a partire dal 1 gennaio 2012. La Catalogna, che rappresenta circa il 14% della popolazione spagnola, diventa così la seconda Regione della Spagna a chiudere le “Plaza de Toros”; un provvedimento analogo era stato votato 19 anni fa, nel 1991, dalle Isole Canarie “Da anni il Parlamento catalano è all’avanguardia nella tutela degli animali e per l’abolizione della corrida”, ha dichiarato il presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi, commentando la storica votazione dell’assemblea legislativa di Barcelona. “Considero il risultato raggiunto – ha proseguito Rocchi – un importantissimo passo, che l’intero Paese spagnolo vorrà seguire”. Il più crudele spettacolo pubblico con animali, presente in Spagna fin dal XIV secolo (ma le prime gare con i tori risalgono all’800) - quando era praticato sopratutto dal ceto aristocratico -, negli ultimi anni ha vissuto un drastico e repentino calo di popolarità, fotografato anche da un sondaggio del 2006. Secondo questa indagine, a mostrare disinteresse nei confronti della tauromachia sono non soltanto un’ampia fascia di giovani (l’81% dei minori di 24 anni e dei trentenni) ma anche una quota significativa degli ultrasessantenni (il 41%). Una decadenza di consensi confermata anche dal calo degli spettacoli: nel 2009 le circa 400 arene spagnole hanno ospitato 891 manifestazioni; 354 in meno rispetto al 2008. La perdita di appeal della corrida è dovuta soprattutto alle proteste degli animalisti di tutto il mondo, da sempre mobilitati contro uno spettacolo truculento che si alimenta della sofferenza dei tori, torturati fino a una morte lenta e dolorosa, e dei cavalli che spesso non sopravvivono all’arena. Una mattanza barbara e crudele. E infatti non è un caso che la votazione del Parlamento catalano sia avvenuta su una iniziativa legislativa popolare sostenuta da 180mila firme, favorevoli proprio alla chiusura delle “Plaza de Toros” (28 luglio).

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