. GIOCOSENZATRUCCO: L'AQUILA TRAMITE IL SINDACO CERCA AIUTI, TREMONTI SI FA NEGARE.

mercoledì 21 luglio 2010

L'AQUILA TRAMITE IL SINDACO CERCA AIUTI, TREMONTI SI FA NEGARE.



I soldi sono finiti». Lo ripete più volte il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente. Non è un mantra da «appestati», spiega ma «la realtà drammatica» nella quale si trovano gli Enti e le Istituzioni locali abruzzesi impegnati nella gestione e ricostruzione del post terremoto. «La questione non è che finché c'era la Protezione Civile funzionava tutto e ora che ci sono gli Enti locali a gestire i problemi tutto è fermo -sostiene Cialente, intervenendo nella polemica sollevata da un albergatore abruzzese che minacciava di sfrattare i terremotati a causa del mancato pagamento da parte della Regione- la realtà è che i soldi sono finiti».

«In questo momento ci troviamo con 70 milioni di buco con tutti gli albergatori -prosegue Cialente- gli ultimi acconti sono stati pagati ad agosto, settembre e ottobre, ma sempre dalla Regione, soldi sempre gestiti dal presidente Chiodi. Chiaramente, allora, i soldi arrivavano». E poi cosa è successo? «Dal mese di novembre non è arrivata più una lira. Dopo di che -prosegue- ci sono arrivati 122 milioni di euro, con i quali abbiamo dovuto pagare parecchie cose, e per gli alberghi sono rimasti solo 20mln, per cui gli albergatori avanzano in questo momento 70 milioni». Non si tratta solo dell'albergatore che ha chiesto agli sfollati di liberare le stanze del suo hotel, continua Cialente, «tutti gli altri vengono tutti i giorni da me a reclamare, minacciare, vanno da Chiodi. Dobbiamo finire di pagare ancora il 2009 e gennaio 2010, e poi dobbiamo pagare i mesi successivi».





«Il problema è che i soldi dell'emergenza non so dove si trovino -continua Cialente nel suo sfogo- proprio questa mattina parlavo con il ministero e sembra che da qualche parte i soldi ci siano, che sia rimasto qualcosa alla Protezione Civile, ma la Protezione Civile dice di non averli».

«La situazione è drammatica e nessuno sembra volerlo capire», lamenta ancora il sindaco dell'Aquila. Come se ne esce? «L'unica è che Tremonti accetti di incontrarsi con me e con Chiodi, almeno vorremmo spiegare. Io ormai Tremonti lo chiamo due volte a settimana, ma non ho mai avuto il piacere di poterci parlare. Sembriamo un pò degli appestati, non so, la situazione è tragica».

Una situazione, sostiene Cialente, che rischia di avere conseguenze drammatiche anche sul tessuto economico della regione: «Oggi ho incontrato un imprenditore, fortunatamente abbastanza grande, che ha realizzato le case per conto della Protezione Civile e avanza ancora milioni e milioni. Mi diceva che con lo scoperto in banca, lui può tirare avanti fino alla fine di agosto. Chi sta fallendo sono le piccole imprese, che stanno alla canna del gas, in questo momento stanno subendo i pignoramenti, perchè sono legate soprattutto al contributo diretto e i soldi non ci sono».

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