. GIOCOSENZATRUCCO: LOMBARDI PERLA CON I GIUDICI: VOLEVO AIUTARE IL "CAPO"

domenica 18 luglio 2010

LOMBARDI PERLA CON I GIUDICI: VOLEVO AIUTARE IL "CAPO"

Lombardi: "Volevo acquisire meriti con Berlusconi sul lodo Alfano. Cosentino mi chiese se conoscevo in Cassazione, ho chiamato Carbone per il suo ricorso". "Volevo far vedere che potevo arrivare ai membri della Consulta. Mirabelli? Non conta più".

"Sì, contattavo i consiglieri del Csm
per spingere le nomine di giudici amici"

"VOLEVO ACQUISIRE MERITI CON IL CAPO". IL LODO ALFANO, VERDINI, DELL'UTRI, CALIENDO
Alle 12.05 del 10 luglio, nel carcere di Avellino, Lombardi risponde alle domande dell'interrogatorio di garanzia. Professione? "Pensionato". Beni patrimoniali? "Nessuno". Titolo di studio? "Geometra". Ha esercitato uffici o servizi pubblici? "Giudice tributario". E premette: "Con riferimento alla vicenda del giudizio di costituzionalità relativo al cosiddetto "lodo Alfano", "ho parlato di interessarmi" (sic) per acquisire meriti con il capo del mio partito, l'onorevole Silvio Berlusconi, affinché potesse ritenersi che ero in grado di arrivare anche ai giudici della Corte Costituzionale". E' un canovaccio che chi lo interroga conosce. Che anche Flavio Carboni ha recitato. E che deve mandare in vacca l'accusa di una nuova P3, per la più confortante favola dei "quattro sfigati" in cerca di un posto al sole nel Partito e di uno strapuntino nella considerazione del Capo. Se necessario, come vedremo, anche rifugiandosi in molti "non ricordo" da anziano svampito.


LA RETE DEI MAGISTRATI. LE PRESSSIONI AL CSM, I CONTATTI CON MANCINO
Lombardi giura di "non sapere nulla" del dossieraggio sessuale su Caldoro. Né di appalti per l'eolico. Né di aver sollecitato ispezioni a Milano a seguito della decisione sul ricorso della lista Formigoni ("Sciocchezze. Chiamai Marra solo per informarmi dell'esito del ricorso"). Il suo mestiere  -  giura  -  era un altro. Organizzare convegni con la sua "Associazione Diritti e Libertà", "un'attività ventennale" per mettere intorno a un tavolo politici (come Formigoni, Bassolino, Cappellacci) e magistrati (come Ferri e Tinelli del Csm). Certo, ammette Lombardi, lui si occupava di spingere a Palazzo dei Marescialli alcune nomine agli uffici direttivi.

"Intendo precisare che i magistrati di cui si parla, Alfonso Marra, Gianfranco Izzo (Procuratore di Nocera Umbra dal novembre 2009) e Paolo Albano (Procuratore di Isernia), sono persone con cui ho rapporti di amicizia ultraventennale. Mi hanno chiesto un interessamento per ottenere le nomine a incarichi direttivi. Lo hanno chiesto proprio a me poiché ho molte conoscenze ed amicizie nell'ambiente politico e giudiziario e come si sa queste nomine sono influenzate in maniera determinante dalle quattro correnti in seno all'Anm e dalla politica, che può fare tutto. Preciso che i contatti che ho avuto per sollecitare le nomine, li ho intrattenuti con i due consiglieri togati del Csm Ferri e Carrelli Palombi, e con i componenti laici Tinelli, Saponara e Bergamo".

Quanto al vicepresidente del Consiglio, Nicola Mancino, Lombardi si fa felpato e contraddittorio. "Nego di aver avuto contatti con Nicola Mancino, con il quale peraltro ho rapporti di consuetudine da oltre 40 anni", è l'esordio. Poi, si aggiusta. "Effettivamente mi sono incontrato con l'onorevole Mancino, con il quale avrò parlato incidentalmente della nomina di Marra. E nel conversare con l'avvocato Donato Pennetta (con cui parlava anche del procuratore di Avellino ndr.), gli ho chiesto di parlare con Mancino della nomina di Marra, senza tuttavia avere riscontro, evidenziando nella conversazione che è sempre bene avere amicizie per chiedere qualcosa in caso di difficoltà"

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