. GIOCOSENZATRUCCO: OLANDA URUGUAY TUTTO SULLA SEMIFINALE

mercoledì 7 luglio 2010

OLANDA URUGUAY TUTTO SULLA SEMIFINALE

I giocatori da tenere d’occhio: Diego Forlan e Diego Perez per l’Uruguay. Anche Muslera se si arriva ai rigori. Wesley Sneijder, Arjen Robben, Robin Van Persie fra gli olandesi I Numeri - Uruguay e Olanda si ritrovano di fronte ai Mondiali dopo 36 anni. Il 15 giugno 1974, prima giornata della prima fase a gironi, gli ”orange” si imposero 2-0 sui sudamericani con doppietta al 16′ ed 86′ di Johnny Rep.
E’ stata questa la prima vittoria assoluta ai Mondiali dell’Olanda, che nel 1934 e nel 1938 era subito uscita di scena al primo turno eliminatorio, battuta rispettivamente da Svizzera (2-3) e Cecoslovacchia (0-3 dopo tempi supplementari).


Sono 4 i precedenti assoluti tra Olanda ed Uruguay, con la nazionale sudamericana in vantaggio per 3 successi ad 1, senza alcun pareggio. L’unico successo olandese e’ quello dei Mondiali 1974, mentre l’unico incrocio in un torneo internazionale in semifinale - prima di oggi - ha visto prevalere l’Uruguay 2-1 nelle Olimpiadi del 1924, che vennero poi vinte proprio dai sudamericani, superando in finale 3-0 la Svizzera.
Nei 10 precedenti ai Mondiali tra Olanda e nazionali sudamericane, arancioni in vantaggio per 5 successi (tra cui il 2-1 sul Brasile quest’anno) a 2. Completano il bilancio 3 pareggi.
Nelle 30 partite finora disputate ai Mondiali dall’Uruguay contro formazioni europee, la nazionale due volte campione del Mondo vanta un bilancio sfavorevole di 8 vittorie, 9 pareggi (tra cui lo 0-0 di quest’anno contro la Francia) e 13 sconfitte.
Piuttosto remoto l’ultimo successo uruguayano che risale al 14 giugno 1970, quarti di finale a Città del Messico, quando i sudamericani si imposero 1-0 sull’Unione Sovietica con rete nei tempi supplementari di Esparrago: da allora l’Uruguay ha ottenuto un bilancio di 6 pareggi e 7 sconfitte.
L’Olanda ha vinto ai Mondiali 2010 tutte e 5 le partite disputate ed ha battuto il proprio record di punti in una sua edizione iridata, 15, contro i 12 di Francia ‘98. Eguagliato, invece, il numero di successi ad un Mondiale per gli ”orange”: 5, come nel 1974. L’ultimo passo falso ”orange” risale allo 0-1 subito dal Portogallo il 25 giugno 2006, agli ottavi di finale in Germania. In caso di risultato positivo l’Olanda eguaglierebbe la sua serie positiva record ai Mondiali, realizzata una prima volta dal 15 giugno al 3 luglio 1974 (con 5 vittorie ed 1 pareggio) e bissata dal 13 giugno al 7 luglio 1998 (3 vittorie ed altrettanti pareggi, il bilancio).
Con il gol assegnatogli dalla Fifa contro il Brasile, Wesley Sneijder si e’ portato a 4 gol nei Mondiali 2010 ed e’ ad un passo dal primato di marcatori olandesi in singola edizione dei Mondiali, detenuto - con 5 centri - da Neeskens (1974) e Rensenbrink (1978).
L’Uruguay non perde ai Mondiali dal 1 giugno 2002, 1-2 dalla Danimarca nella fase a gironi. Poi 2 pareggi nelle restanti gare di Corea/Giappone 2002 e 3 vittorie e 2 pareggi nell’attuale Mondiale, per un bilancio totale di 3 vittorie e 4 pareggi.
L’1-1 contro il Ghana ai quarti di finale, gara poi vinta dalla ”Celeste” ai rigori, e’ stato il secondo pareggio dei sudamericani al Mondiale 2010, che hanno pertanto eguagliato il loro record di nulli in singola edizione iridata, come gia’ era stato nel 1966, 1986 e 2002.
L’ARBITRO: Ravshan Irmatov è nato il 9 agosto 1977 a Tashkent (Uzbekistan). Internazionale dal 2003, di professione è istruttore in una scuola-calcio. Arbitro asiatico dell’anno nel 2008 e nel 2009, è il primo fischietto uzbeko a partecipare ai Mondiali. A Sudafrica 2010 sarà alla sua quinta presenza dopo Sudafrica-Messico 1-1 (match inaugurale), Inghilterra-Algeria 0-0 ed Argentina-Grecia 2-0 (fasi a gironi) e Germania-Argentina 4-0 (quarti di finale).
Eguaglierà il primato di Archundia ed Elizondo, unici prima di lui a fare 5 presenze nello stesso Mondiale: entrambi le fecero a Germania 2006. Alla prima sia con la nazionale maggiore olandese che uruguayana, vanta un precedente ai Mondiali Under 17 del 2009 con gli ”orange” che, nella fase a gironi, superarono 2-1 il Gambia; un precedente anche con selezioni giovanili uruguayane, ai Mondiali Under 20 del 2007, con i sudamericani che persero 1-2 agli ottavi di finale contro gli Stati Uniti. (A cura di Football Data).
(ANSA).
Olanda: il Ct Van Marwijk: attenzione a non essere presuntuosi
(ANSA) - CITTA’ DEL CAPO, - L’arroganza può far appassire i tulipani. L’Olanda non sottovaluta l’Uruguay, ma alla vigilia della sfida della semifinale di stasera a Citta’ del Capo, teme molto di più se stessa. Van Marwijk, il ct orange, lo va ripetendo da giorni come un mantra o come un sinistro presentimento ”dobbiamo evitare l’arroganza, quando le cose vanno male tendiamo ad esserlo, ma adesso i giocatori sembra che abbiano capito il messaggio. Del resto noi siamo qui per vincere il titolo”.
Forse anche perche’ Van Marwijk conosce i suoi polli: dispone di un parco di giocatori straordinari, soprattutto dalla tre quarti in su, ma che non perdono occasione per beccarsi, tanto da far diventare una stretta di mano in allenamento fra i due che si stanno meno simpatici, Sneijder e Van Persie (il cui gonfiore al gomito non sembra impedirgli di prendere parte alla sfida), un qualcosa di cui parlare.
L’altro limite di questa squadra van Marwijk lo ha perfettamente individuato: si piace un po’ troppo. Se quando le cose vanno male tende a diventare arrogante, quando invece vanno bene l’Olanda ha un po’ la tendenza a fermarsi a guardare la propria immagine riflessa nel fiume, anziche’ continuare a galoppare, affondare il colpo e chiudere la partita.
E’ forse anche per questo che di tutti i suoi galli e i suoi pavoni, il tecnico ha scelto di fare l’elogio piu’ accorato del brutto anatroccolo Dirk Kuyt. Partito per il Sudafrica come duttile rincalzo di lusso dei quattro fenomeni (Robben-Sneijder-Van der Vaart-Van Persie) un po’ per gli acciacchi degli altri, un po’ per una scelta tecnica è diventato un titolare fisso, pedina imprescindibile dello scacchiere tattico. Puo’ fare indifferentemente tutti e quattro i ruoli offensivi del 4-2-3-1 e se e’ quello dai cui piedi ci si aspetta di meno, in queste prime partite ha lavorato come un mulo in copertura e portato il suo mattone di qualita’ nella costruzione.
”Nel Liverpool ha avuto un anno duro - ha detto - ma per noi è un giocatore molto importante e anche Benitez lo ha sempre elogiato per la sua duttilita’. Ma non solo: e’ incredibile l’entusiasmo che trasmette, e’ contagioso”. Difficile, quindi, che il ct pensi di fare a meno di lui: dovrebbe confermare l’assetto offensivo che ha battuto il Brasile.
Con Van Persie per ora un po’ in ombra, Van Marwijk punta pero’ soprattutto sui suoi due gioielli piu’ preziosi, Robben (”ha un talento tremendo - ha detto di lui il ct - e’ uno dei migliori giocatori della terra, sono contento che abbia recuperato forma nel momento giusto, puo’ essere decisivo”) e Wesley Sneijder del quale ha elogiato il lavoro in allenamento, cominciato subito dopo la finale di Champions.
Non ci saranno gli squalificati Van der Weil e De Jong, al loro posto ci saranno Bouhlarouz e De Zeeuw (ipotesi suggestiva ma poco probabile l’impiego di Van der Vaart in mediana).
Van Marwijk cerca anche di evitare il pensiero di una finale che comunque vada l’altra semifinale sarebbe estremamente suggestiva. ”Credo che il modello olandese - ha detto - abbia influenzato la cultura calcistica del Barcellona, ma adesso siamo noi che ammiriamo il Barcellona: quello che stanno giocando i blaugrana e la nazionale spagnola è il calcio più bello. O con la Spagna o con la Germania sarebbe una finale meravigliosa: ma la cosa piu’ importante e’ arrivare alla finale, domani sera abbiamo una partita difficilissima”.(ANSA).
Uruguay, Tabarez: L’Olanda è fortissima ma noi a questa festa vogliamo partecipare: abbiamo tutto il diritto di esserci
(ANSA) - CITTA’ DEL CAPO - Le qualificazioni (che l’Uruguay ha ’sfangato’ solo allo spareggio con il Costa Rica) sono un supplizio, il mondiale una festa. A questa festa l’Uruguay non era stato invitato, ma ha tutto il diritto di esserci. Il ‘maestro’ Oscar Tabarez, ct della Celeste, sintetizza cosi’ lo stato d’animo della sua squadra alla vigilia della semifinale di domani a Citta’ del Capo con l’Olanda, traguardo che mancava dal 1970 e che puo’ permettere di rinverdire i fasti di un passato tanto glorioso quanto ormai lontano.
Un paese intero e’ impazzito e Tabarez vuole vincere per i 3 milioni e mezzo di uruguaiani che sognano con il pallone e che hanno l’onore di rappresentare, nelle ultime curve del campionato sudafricano, un Sudamerica che era partito con grandi speranze e che e’ tornato con delusioni immense. Tabarez vuole vincere per loro, ma pensa a qualcuno in particolare.
”E’ incredibile l’effetto che tutto questo ha prodotto sui bambini - ha detto - e sui giovani, su tutti quelli che quarant’anni fa non erano ancora nati. Non eravamo stati invitati alla festa, ma adesso siamo qui a giocare contro i migliori e milioni di persone ci vedranno in tutto il mondo.
L’Olanda ha piu’ responsabilita’ di noi perche’ sono pochi quelli che pronosticano una nostra vittoria: e’ una soddisfazione e una sfida, un’occasione che dobbiamo sfruttare”.
Tabarez ha detto di temere molto l’Olanda, in particolare Robben, e di essere stato, negli anni settanta, un fan sfegatato di quell’Arancia meccanica che ha cambiato per sempre il modo di giocare a pallone. ”Ho avuto l’onore di conoscere Rinus Michels - ha detto Tabarez, ricordando l’inventore del calcio totale - e mi disse che gli olandesi non hanno un altro modo di sentire il calcio se non attaccando. Questa Olanda mantiene questa affermazione, ma ha anche una grande efficienza difensiva. E’ una delle squadre piu’ forti che sono venute qui”.
Tabarez non avra’ a disposizione Fucile (squalificato) mentre potrebbero recuperare gli acciaccati Godin e Lugano. E non ci sara’ soprattutto, anche lui per squalifica, l’attaccante Luis Suarez, autore di quel fallo di mano contro il Ghana che, dopo il rigore sbagliato, lo ha eletto a salvatore della patria.
Tabarez se l’e’ presa, nella conferenza stampa della vigilia, contro la stampa inglese che, a suo dire, avrebbe enormemente criticato il caso. A cercare di non far rimpiangere l’attaccante dell’Ajax ci sara’ il tandem d’attacco Forlan-Cavani.
A turbargli la vigilia c’e’ stata anche una televisione del suo paese che ha ‘violato’ la seduta di allenamento rigorosamente chiusa e che ha fatto andare Tabarez su tutte le furie. Il ‘maestro’, ex Cagliari e Milan, sente pero’ la tensione della sfida e invita i suoi connazionali a crederci: ”Se pensassimo che l’Olanda e’ superiore non giocheremo la partita. Non si fa un mondiale per sapere qual e’ la squadra con il maggiore potenziale. Crediamo in noi stessi, certo possiamo perdere, ma noi abbiamo speranza. Dobbiamo fare una partita perfetta”.(ANSA).
Per chi tifano i sudafricani? Uruguay che gli ha eliminati o olandesi che tanto ricordano il passsato coloniale e la lingua dell’apartheid?
(ANSA) - CITTA’ DEL CAPO, - L’occasione e’ storica: l’Uruguay mancava infatti dalle semifinali della coppa del mondo da quarant’anni: erano i mondiali del Messico, quelli di Rivera e Mazzola e di Italia-Germania 4-3. E’ quindi troppo ghiotta l’occasione: circa 4mila uruguaiani hanno lasciato il paese in questi giorni per raggiungere Citta’ del Capo dove domani sera la Celeste di Tabarez cerchera’ la finale contro l’Olanda.
Per le strade di Citta’ del Capo si sono gia’ cominciate a vedere bandiere del paese e magliette della nazionale. I tifosi ne hanno approfittato per visitare la citta’ e domani sera saranno tutti al Green Point Stadium.
Nel sostenere Diego Forlan e Nando Muslera si uniranno probabilmente a loro molti altri tifosi sudafricani: l’Uruguay e’ infatti la squadra delle quattro rimaste in pista quella che meno di ogni altra godeva dei favori del pronostico ed e’ quindi naturale che attiri qualche simpatia in piu’.
Anche se, stavolta, c’e’ un incrocio di vicende storiche e sportive che fa un po’ traballare il cuore dei sudafricani.
L’Uruguay, infatti, e’ stata la squadra che prima ha ucciso i sogni di un paese, il Sudafrica (con la netta vittoria nel girone sui Bafana Bafana) poi quelli di un intero continente, eliminando il Ghana nella ormai famigerata partita ai rigori.
Tabarez ha detto: ”abbiamo fatto tacere le vuvuzela” e con questa frase non si e’ certo guadagnato le simpatie dei tifosi locali.
Dall’altra parte, pero’, non c’e’ proprio una squadra qualsiasi. L’Olanda è(anche se non l’unica) la madrepatria di questa nazione dal passato coloniale. Citta’ del Capo e’ stata fondata dalla compagnia olandese delle indie anche se nel corso della storia e’ diventata la citta’ piu’ multiculturale del Sudafrica, con i coloni olandesi che si sono insediati piu’ a nord. La loro lingua e’ molto simile all’Afrikaans, la piu’ parlata in Sudafrica eppure quella immediatamente collegata alla storia dell’Apartheid.
I rapporti fra Olanda e Sudafrica sono stati sempre molto controversi (l’Olanda fu uno dei paesi a condannare per primo e piu’ duramente il regime di segregazione razziale) ma la stragrande maggioranza di quelli che lo praticavano (e quei pochi che continuano ad averne nostalgia) erano i discendenti dei coloni partiti da Rotterdam.
Il cuore di Citta’ del Capo e’, insomma, un po’ in subbuglio e incerto con chi schierarsi. L’unica cosa certa, per ora, e’ la festosa e calorosa accoglienza riservata ai tifosi di tutte le nazionalita’.(ANSA)

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