. GIOCOSENZATRUCCO: Container radioattivo a Voltri, in corso messa a punto operazioni per rimozione

mercoledì 5 gennaio 2011

Container radioattivo a Voltri, in corso messa a punto operazioni per rimozione

La tempistica dell'operazione, da conciliare con le esigenze di sicurezza, e' uno dei problemi che i Vigili del fuoco di Genova e gli altri organismi impegnati nella vicenda devono affrontare per la rimozione del container radioattivo di Voltri. Il container era sbarcato al terminal Vte da una nave di Msc il 14 luglio scorso, proveniente dal porto di Jeddah (Emirati arabi), contiene rame e lo aveva ordinato una ditta di Pozzolo Formigaro (Alessandria) specializzata nell'importazione di rottami metallici.
Il 20 luglio un consulente tecnico del Vte, nel corso di una verifica, aveva accertato nel container un alto livello di radioattivita', dovuta alla presenza di cobalto 60. Erano scattate le procedure di emergenza, il container era stato isolato sulla punta del sesto modulo e circondato da una barriera protettiva, in attesa di una soluzione. Ora e' sempre sul sesto modulo e l'attivita' del terminal e' bloccata da luglio, con gravi danni per il Vte.

La soluzione individuata dai vigili del fuoco prevede che il container, rinchiuso in bunker formato da container riempiti di cemento, venga aperto da un robot munito di telecamere e manovrato a distanza e sia ispezionato da apparecchiature militari. Ma il robot viene costruito 'ad hoc', a cura del ministero dell'Interno, e la sua messa a punto richiede tempo. Per l'operazione di apertura del container e la rimozione del materiale radioattivo si era parlato di novembre, poi i tempi sono slittati a febbraio.

Sulla natura del materiale al momento sono possibili molte ipotesi ma non si ha alcuna certezza. E' stato rilevato che le radiazioni provengono solo da un lato del container e anche a questo proposito sono state formulate ipotesi ma si potranno avere certezze solo con l'apertura del container. Un altro problema da risolvere e' quello dello smaltimento del materiale radioattivo. Si e' parlato di rispedirlo nel paese di provenienza. Ma la procedura potrebbe richiedere molto tempo, specialmente se lo stato degli Emirati non fosse d'accordo. Un'ipotesi e' quella di trasferire il materiale, che si spera sia di piccole dimensioni, in un sito sotterraneo.

1 commento:

  1. E figuriamoci loro vogliono costruire centrali nucleari .....ma se per un container radioattivo non sanno da che parte iniziare e con cosa... povero camionista che magari ora é radioattivo se e sicuramente ha toccato il carico....speriamo in buona fede che si lavi più del solito.
    Cmq sinceramente per costruire ponti o centrali sarebbe meglio costruire una barriera per l acqua alta di Venezia

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