. GIOCOSENZATRUCCO: MARTIN COOPER IL PADRE DEI TELEFONINI

venerdì 23 dicembre 2011

MARTIN COOPER IL PADRE DEI TELEFONINI



Anche se non gradisce molto essere chiamato «padre» dei telefonini, Martin Cooper di fatto lo è. Il 3 aprile del 1973, infatti, l’ingegnere americano capo dei laboratori Motorola riuscì a telefonare da una strada di Manhattan, al suo rivale, il direttore dei Bell Labs della At&T. L’apparecchio che aveva in mano era un prototipo, si chiamava Dyna-Tac, pesava un chilo e tre etti non aveva il display né altre funzioni se non quelle di parlare, ascoltare e comporre un numero. La sua batteria aveva 35 minuti di autonomia, ma impiegava più di 10 ore a ricaricarsi. Panorama ha rintracciato questo pioniere delle telecomunicazioni che ancora oggi, a 83 anni, non ha smesso di lavorare alla sua passione: il telefono senza fili.








Dopo essere stato capo dei laboratori Motorola per 29 anni ha fondato, nel 1992, la ArrayComm società che produce il software che fa funzionare praticamente tutte le antenne delle compagnie telefoniche del mondo.
Mr Cooper, come le è venuta l’idea di inventare un telefono portatile?
Alla fine degli anni ‘60 in America c’era solo una compagnia telefonica, la At&T, che aveva inventato il telefono veicolare basato su tecnologia cellulare. Ma il costo era molto elevato e l’installazione doveva essere fatta su misura per l’automobile: ricevitore, trasmettitore occupavano l’intero bagagliaio, mentre il disco selettore e la cornetta erano all’interno dell’abitacolo.



Un giorno, guardando Star Trek mi è venuta l’idea. Il comadante Kirk comunicava con l’astronave Enterprise utilizzando il transponder, una specie di walkie talkie che teneva legato alla cintola. Mi sono detto «perché no?». E ho cominciato a progettare un apparecchio veramente portatile. Un oggetto a cui assegnare un numero che identificasse non una scrivania, ma una persona.
Ci racconti la sua prima telefonata.
Ho chiamato il mio rivale, Joel Engel, direttore dei Bell Labs alla At&T. Quando ha risposto gli ho detto «Joel ti sto chiamando da un «vero cellulare portatile». È stata una delle più grandi soddisfazioni della mia vita.
Cosa pensa quando vede così tante persone che lo usano?
Per me cellulare è sinonimo di libertà. E sono felice di pensare che la mia invenzione abbia reso libere da vincoli un così grande numero di persone.
Panorama.it

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