. GIOCOSENZATRUCCO: PARKINSON SCOPERTA NUOVA TERAPIA A CAMBRIDGE

giovedì 22 dicembre 2011

PARKINSON SCOPERTA NUOVA TERAPIA A CAMBRIDGE




Una nuova terapia per combattere il Parkinson, basata su una proteina virale, chiamata Beta 2.7, in grado di contrastare la degenerazione dei mitocondri. A scoprirlo è stato un team di studiosi dell'Università di Cambridge (Gran Bretagna) guidati da John Sinclair e Roger Barker .
Come sappiamo, la malattia di Parkinson è una diminuzione delle concentrazione di dopamina nel nostro sistema nervoso, in particolare in un'area che si chiama sostanza nigra. Qui, i mitocondri responsabili della respirazione cellulare nonché della funzione energetica garantita da una molecola chiamata ATP, vanno incontro ad un processo degenerativo che, secondo la nuova scoperta, potrebbe essere arrestato, attraverso la proteina ottenuta da un virus, chiamata Beta 2.7.
La degenerazione dei mitocondri, nella malattia, infatti è connessa a sua volta alla mancata produzione di dopamina. Di conseguenza, la cellula nervosa va incontro ad un processo degenerativo, che grazie alla nuova scoperta potrebbe essere frenato.



Effettuando alcuni esperimenti sui ratti, il team di studiosi ha iniettato la proteina virale Beta2.7, nota per il potere protettivo dei mitocondri, nei topi affetti da una malattia simile. Il confronto tra l'osservazione dei topi prima e dopo il trattamento, ha mostrato che l'iniezione aveva migliorato le funzioni motorie degli animali, mentre nel loro cervello era stata ritrovata una maggiore quantità di neuroni dopaminergici.



"I nostri risultati sui ratti sono estremamente incoraggianti ma dobbiamo fare molto di più in termini di raffinazione e dobbiamo ottimizzare la terapia prima di usarla nei pazienti. Per esempio, non sappiamo quale sia il dosaggio o la frequenza del trattamento adatta al trattamento sull'uomo" ha spiegato il professor Sinclair.
La nuova terapia, secondo gli esperti, potrebbe offrire una serie di vantaggi significativi rispetto a tutte quelle attualmente in uso. Spiega Barker: "La terapia può essere effettuata attraverso una iniezione direttamente nel flusso sanguigno, ad esempio nel braccio del paziente. Questo la rende molto più semplice rispetto a molte altre, che devono essere iniettate direttamente nel cervello. Questo nuovo agente sembra anche essere non-immunogenico. In altre parole non innescare la risposta immunitaria”.
E conclude: “Infine, sembra andare solo nel cervello e in nessun'altra parte del corpo”.
La ricerca è stata pubblicata sul Journal of Experimental Medicine.

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