. GIOCOSENZATRUCCO: SACRIFICI PER GLI ITALIANI MA NON PER LA CASTA.

domenica 11 dicembre 2011

SACRIFICI PER GLI ITALIANI MA NON PER LA CASTA.

Mario Monti nuovo Presidente del Consiglio, con i suoi gesti pare preannunciare quello che fara' agli Italiani....Un mazzo tanto....


COME AL SOLITO I NOSTRI PARLAMENTARI APPENA VEDONO I LORO PRIVILEGI ASSOTTIGLIARSI SI BATTONO STRENUAMENTE PER DIFENDERE QUEI DIRITTI CHE SECONDO LORO NON POSSONO ESSERE MESSI IN DISCUSSIONE. SI APPELLANO AL PARLAMENTO SOVRANO E FANNO SLITTARE QUELLO CHE ERA ESEMPIO DI CIVILE PARTECIPAZIONE AI SACRIFICI CHE TUTTI GLI ITALIANI SI APPRESTANO A COMPIERE. ANCORA UNA PROVA DI COME LA CASTA POSSA PREVARICARE SU TUTTO E SU TUTTI.
LA VERGOGNA NON HA LIMITI. SOLO IL SINDACO DI FIRENZE COME SPIEGATO PIU' AVANTI SI E' DISSOCIATO DA QUESTA IGNOBILE AZIONE CHE MORTIFICA MOLTI DI NOI A CUI QUESTO SACRIFICIO ULTERIORE  MINA IN CONCRETO LA POSSIBILITA' DI UNA VITA ALMENO DECENTE.




E ALLA FINE sono intervenuti i leader. La rivolta trasversale dei parlamentari contro i tagli alle loro indennità c’è, ma il tentativo di sganciare dalla manovra Monti il taglio degli stipendi degli eletti — incautamente tentato dal vice capogruppo del Pdl, Massimo Corsaro — sembra avere un destino incerto. Semplicemente perchè improponibile in una stagione di sacrifici. E infatti ieri sera, in un frenetico giro di telefonate, se ne sono interessati personalmente Casini e Alfano (che hanno cercato anche Bersani) per stopparlo ed evitare l’accusa di difendere la “casta”. Chiarissimo è stato leader dell’Udc. «Per quanto riguarda il gruppo dell’Unione di centro — ha scritto Casini su Twitter — non ci sarà alcun emendamento che escluda dai tagli gli stipendi dei parlamentari».





E ALFANO non è stato da meno. «Da parte nostra — ha detto — nessun rallentamento sui tagli ai costi della politica e agli stipendi dei parlamentari. Andiamo avanti, è giusto così. Sia il Parlamento ad assumersi la responsabilità della scelta, come ha già cominciato a fare sui vitalizi. Su un tema così delicato il Parlamento non si faccia commissariare dal governo». «Escludo che in Parlamento ci possa essere una azione dilatoria o di contrasto — aveva già detto nel pomeriggio il presidente della Camera — nei confronti di quello che inopportunamente il governo ha inserito nel decreto. Cioè la riforma delle indennità dei parlamentari». Disco rosso quindi al comma 7 dell’articolo 23 della manovra, ma anche l’assicurazione, ha detto Fini, che «non appena la commissione presieduta dal presidente dell’Istat terminerà il suo lavoro, e mi auguro che lo faccia nelle prossime settimane, le Camere tradurranno in apposite norme interne il risultato dei lavori di questa commissione». Insomma, nessun rinvio. Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, però sbotta: «Sarà demagogia, ma sono senza vergogna».
L’ipotesi dello slittamento era stata avanzata dal vicepresidente del gruppo Pdl, Massimo Corsaro. «La commissione — ha spiegato — dovrebbe concludere i lavori entro il 31 dicembre ma probabilmente non ce la farà entro i termini stabiliti e quindi gli daremo qualche mese in più per decidere». Qualche mese? «Al massimo due o tre mesi, dopodichè il Parlamento avrà appena 30 giorni di tempo per applicare l’esito dei lavori della commissione». Ma da uno dei due relatori è venuto subito uno stop. «Io — replica Pier Paolo Baretta (Pd) — non vedo la necessità di rinviare i termini entro i quali la commissione deve terminare il lavoro, a meno che il presidente Giovannini non ce lo chieda. E dato che sinora non ce lo ha chiesto io, e con me il Pd, siamo contrari a decidere uno slittamento dei termini» .
 Ma su facebook si fa spazio una voce fuori dal coro. E' quella di Matteo Renzi, Pd, sindaco di Firenze. "Spero sinceramente che si tratti di una bufala - premette -. Ma è davvero possibile che i parlamentari italiani stiano cercando di far saltare dalla manovra la parte che riguarda il loro (piccolo) contributo ai sacrifici? Noi amministratori per chiudere i bilanci facciamo i salti mortali per evitare di tagliare i servizi ai cittadini. E i signori che siedono in Parlamento fanno i giochini sulle loro indennità che sono le più alte d'Europa? Mi accuseranno di demagogia, ma se è vero loro sono senza vergogna.

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