. GIOCOSENZATRUCCO: MARIO DEAGLIO E IL SUO VERGOGNOSO EDITORIALE SUI DIRITTI DEI LAVORATORI.

mercoledì 4 gennaio 2012

MARIO DEAGLIO E IL SUO VERGOGNOSO EDITORIALE SUI DIRITTI DEI LAVORATORI.

Ho postato un commento sul blog di Beppe Grillo in relazione alle dichiarazioni del Prof. Mario Deaglio riguardo i diritti dei lavoratori.
Cosi' sono i fatti :
 TESTIMONIANZA:
"Ero tornato da poche ore, l’ho visto, per la prima volta, era alto, bello, forte e odorava di olio e lamiera.
Per anni l’ho visto alzarsi alle quattro del mattino, salire sulla sua bicicletta e scomparire nella nebbia di Torino, in direzione della Fabbrica.
L’ho visto addormentarsi sul divano, distrutto da ore di lavoro e alienato dalla produzione di migliaia di pezzi, tutti uguali, imposti dal cottimo.
L’ho visto felice passare il proprio tempo libero con i figli e la moglie.
L’ho visto soffrire, quando mi ha detto che il suo stipendio non gli permetteva di farmi frequentare l’università.
L’ho visto umiliato, quando gli hanno offerto un aumento di 100 lire per ogni ora di lavoro.
L’ho visto distrutto, quando a 53 anni, un manager della Fabbrica gli ha detto che era troppo vecchio per le loro esigenze.
Ho visto manager e industriali chiedere di alzare sempre più l’età lavorativa, ho visto economisti incitare alla globalizzazione del denaro, ma dimenticare la globalizzazione dei diritti, ho visto direttori di giornali affermare che gli operai non esistevano più, ho visto politici chiedere agli operai di fare sacrifici, per il bene del paese, ho visto sindacalisti dire che la modernità richiede di tornare indietro.
Ma mi è mancata l’aria, quando lunedì 26 luglio 2010, su “La Stampa” di Torino, ho letto l’editoriale del Prof. Mario Deaglio. Nell’esposizione del professore, i “diritti dei lavoratori” diventano “componenti non monetarie della retribuzione”, la “difesa del posto di lavoro” doveva essere sostituita da una volatile “garanzia della continuità delle occasioni da lavoro”, ma soprattutto il lavoratore, i cui salari erano ormai ridotti al minimo, non necessitava più del “tempo libero in cui spendere quei salari”, ma doveva solo pensare a soddisfare le maggiori richieste della controparte (teoria ripetuta dal Prof. Deaglio a Radio 24 tra le 17,30 e la 18,00 di martedì 27 luglio 2010)...Pensare che un uomo di cultura, pur con tutte le argomentazioni di cui è capace, arrivi a sostenere che il tempo libero di un operaio non abbia alcun valore, perché non è correlato al denaro, mi ha tolto l’aria. Sono salito sull’auto costruita dagli operai della Mirafiori di Torino. Sono corso a casa dei miei genitori, l’ho visto per l’ennesima volta. Era curvo, la labirintite, causata da milioni di colpi di pressa, lo faceva barcollare, era debole a causa della cardiopatia, era mio padre, operaio al reparto presse, per 35 anni, in cui aveva sacrificato tutto, tranne il tempo libero con la sua famiglia, quello era gratis. Odorava di dignità." Luca Mazzucco
segnalazione di anib roma.

Questo il mio commento :
Prima di postare il mio commento ho voluto vedere o quantomeno conoscere qualche cosa in piu' su questo Mario Deaglio. A prima vista ero sbalordito poche'un Deaglio lo conoscevo ma pareva impossibile che costui potesse solo pensare cose del genere, infatti mi confondevo con il Deaglio Enrico gia' collaboratore di Michele Santoro in Annozero,lo stupore non mi abbandonava poiche' venivo a conoscenza che non avevano il cognome in comune casualmente ma bensi' sono fratelli... un po' come se Hitler fosse stato fratello di Lenin !!!! Citazione blasfema che pero' rende idea di come a volte da un nucleo omogeneo come la famiglia si possano sviluppare elementi cosi'dis,disomogenei. Prima cosa noto che il Deaglio Mario nel 1978 pubblicava : "Che cosa si produce come e per chi". Manuale italiano di microeconomia, con Onorato Castellino, Elsa Fornero, Mario Monti, Sergio Ricossa, Giorgio Rota, Torino, Giappichelli. Noto che gia' allora era in buona compagnia....Per farla breve comunque , a riguardo delle dichiarazioni da quest'individuo fatte ritengo che non appartenga al genere umano ma bensi'a quello piu' basso nella scala che e' di per se' molto utile all'economia rurale e in vulgo si chiama letame.

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