. GIOCOSENZATRUCCO: MEDIASET TRAMITE BERLUSCONI TENTA DI INTIMORIRE IL GOVERNO SULLA DECISIONE DELLE FREQUENZE TELEVISIVE.

mercoledì 18 aprile 2012

MEDIASET TRAMITE BERLUSCONI TENTA DI INTIMORIRE IL GOVERNO SULLA DECISIONE DELLE FREQUENZE TELEVISIVE.

 Leggete quello che accadeva in passato con l'assegnazione delle frequenza televisive e in particolare su quelle assegnate a Mediaset.

Berlusconi: Mister 1 percento!

Leggete questo post è molto importante. Le frequenze televisive sono dello stato Italiano, Nostre, e l'utilizzo di queste è uno degli strumenti più potenti di influenza sulla popolazione e sui consensi, nonchè un enorme fonte di guadagno e potere economico... Sono nostre!! Dovrebbero essere concesse a privati, distribuite in maniera da garantire una informazione piu diversificata possibile, e gli utili dovrebbero andare prevalentemente allo stato!! Leggete questo post di Di Pietro...
Le concessioni radiotelevisive costano al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi l’uno per cento del fatturato che ne ottiene. Avete letto bene. Lo Stato italiano regala da anni alla Mediaset, attraverso RTI, il 99% degli introiti che ne ottiene. Solo l’uno per cento rimane allo Stato.
Le frequenze su cui Mediaset trasmette sono dello Stato italiano che le può dare in concessione a qualunque società ritenga. Mediaset o altre. La logica vorrebbe che la concessione porti principalmente soldi alle casse dello Stato, non ai privati. La ricchezza del signor Berlusconi, dell’imprenditore Berlusconi, deriva da una “graziosa” concessione ottenuta prima da Craxi con un una tantum annua ridicola e poi dal Governo D’Alema nel 1999, con la legge un per cento (pagina 32: legge 488, art.27 comma 9, del 23 dicembre 1999). Legge mai messa in discussione dagli altri Governi che lo hanno seguito, tra cui ovviamente i suoi.

Il signor unpercento è ricco e continua a incrementare le sue ricchezze in virtù di una legge che gli regala letteralmente le frequenze radiotelevisive. Paga l’un per cento dei ricavi. Ma quale cittadino può avere in concessione un bene dello Stato pagando solo l’un per cento dei ricavi? Nessuno, se non Berlusconi. La legge che regolamenta le concessioni radiotelevisive va cambiata immediatamente. E’ una legge parassitaria che toglie agli italiani, a tutti gli italiani, un reddito enorme, di loro competenza, per donarlo al presidente del Consiglio. Una vera rapina a norma di legge.

Il Gruppo Mediaset vive alle spalle degli italiani. Nel 2007 ha fatturato oltre 4 miliardi di euro, di cui 2.5 miliardi derivanti da pubblicità delle Reti Mediaset. Invertiamo le percentuali: allo Stato il 99%, a Mediaset l’un per cento. L’Italia dei Valori presenterà un’interrogazione parlamentare su questo vero esproprio di reddito degli italiani da parte di Silvio Berlusconi.

P.s. Risultato Operativo 2007 del Gruppo Mediaset (EBIT): 1,49 miliardi di euro.

"Berlusconi, ''mister unpercento''" di Antonio Di Pietro 20 Gennaio 2009.

Ora vediamo come reagisce Berlusconi attraverso Confalonieri per la sospensione del "beauty contest". In pratica il Governo dovrebbe varare una legge che di fatto annullerebbe l'assegnazione di frequenze a Mediaset alle condizioni del fatidico 1%.


 Milano, 18 aprile 2012 - Mediaset ha fatto ricorso al Tar del Lazio contro la sospensione del 'beauty contest' per l’assegnazione delle frequenze tv. Lo ha affermato il presidente del gruppo televisivo, Fedele Confalonieri, aprendo i lavori dell’assemblea della società.
"Parteciperemo? Ancora non possiamo dirlo. Vedremo il disciplinare dell’asta che farà l’Agcom", ha detto Fedele Confalonieri, parlando dell’asta delle frequenze televisive in apertura di assemblea. "Il beauty contest gratuito - ha evidenziato - è la formula utilizzata in gran parte degli altri paesi europei. Era una procedura legale e condivisa dall’Europa. Mediaset - ha aggiunto - le sue frequenze le ha pagate tutte, anche quella Dvbh, oggi all’onore delle cronache come ennesimo regalo. Contro la sospensione del beauty contest abbiamo fatto ricorso al Tar".
Sull’asta per l’assegnazione delle frequenze tv "c’è stata un po’ di demagogia: far pagare alle ricche televisioni le frequenze anziché diminuire i redditi dei cittadini con nuove tasse". Questo, ha messo in rilievo, è stato "sostenuto molto, ma molto impropriamente. Come sappiamo tra le due cose non vi è relazione.
Le tasse sono aumentate e siamo proprio sicuri che l’asta produrrà introiti significativi per lo Stato? La politica - ha continuato - anche nel mondo dei tecnici, continua ad essere l’agone dove si scontrano gli interessi e le spinte lobbistiche più o meno trasparenti".
"La polemica sulla gratuità delle frequenze è strumentale. Calendario alla mano, è iniziata alla fine dell’estate, proprio mentre era alle battute finali la procedura di assegnazione delle frequenze in beauty contest. Ed è esplosa dopo che Sky ha annunciato il suo ritiro dalla gara. Possiamo fin da ora prevedere - ha concluso - che neanche l’asta metterà fine alle polemiche sui regali, a meno che a Mediaset non venga ingiustamente impedito di partecipare. Siate sicuri - ha detto rivolto agli azionisti - che andremo comunque avanti per difendere i nostri diritti".
"Mediaset di per sé non è, e non è neanche lontanamente, un’azienda in crisi". Confalonieri ha sottolineato come "in verità crescono sia il numero dei telespettatori, sia il tempo medio passato davanti alla tv", difendendo la tv generalista secondo qualcuno destinata a perdere peso a causa della frammentazione deli ascolti. Una frammentazione, ha spiegato Confalonieri, "che sicuramente esiste, ma che noi stiamo governando con successo, con la creazione di nuove reti televisive tematiche e con le innovative offerte pay".
BERLUSCONI NON VEDRA' MONTI -  "Per non alimentare polemiche e per evitare o prevenire insinuazioni malevole su questioni inerenti le frequenze televisive, il Presidente Onorevole Silvio Berlusconi ha chiesto al presidente del Consiglio Senatore Mario Monti di rinviare la colazione prevista domani a Palazzo Chigi". E’ quanto si legge in una nota di palazzo Grazioli.
Lo stesso Monti, nella conferenza stampa al termine del Cdm di oggi, aveva assicurato "nessun problema" con il Pdl dopo il caso sul ‘beauty contest’, smentendo che il dossier fosse stato oggetto del vertice di ieri con Alfano, Bersani e Casini ma anche che potesse essere trattato l’indomani con Berlusconi, confermando dunque l’appuntamento. "Non c’è questo tema all’ordine del giorno. Io ho invitato Silvio Berlusconi a colazione - aveva detto tra l’altro Monti - come faccio ogni tanto, trattandosi di un ex presidente del Consiglio e di una personalita’ presente nella vita politica in modo incisivo. Siamo soliti scambiarci valutazioni e suggerimenti".

Ora guardate questo video che spiega come Berlusconi ottenne l'assegnazione delle frequenze all1%.


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