. GIOCOSENZATRUCCO: SENZA LAVORO TROPPI ITALIANI

sabato 18 gennaio 2014

SENZA LAVORO TROPPI ITALIANI



E quasi senza accorgermi del tempo che passava veloce mi trovo insieme a qualche milione di Italiani il disoccupato cronico senza speranze di trovare lavori di nessun genere e con la spettrale prospettiva di trovarmi entro breve tempo senza casa, senza soldi, senza cibo.
Il fatto di essere in molti a trovarci in questa situazione non corrisponde piu' al detto che usavamo a scuola e che suonava sempre spensierato malgrado la sua inequivocabile realta': ero asino malgrado avessi molta compagnia nello sfacelo del compito in classe miseramente ceffato, ora sono povero e senza prospettive come tanti altri miei concittadini e questa compagnia folta e silenziosa non mi conforta per nulla ma anzi mi deprime ulteriormente se ancora ci fosse il bisogno.I politici hanno dato la spinta finale verso un baratro che gia' era terribilmente vicino alle nostre vite e che a breve senza pieta' ci avrebbe accolti tutti nel suo buco nero colmo delle miserie che ogniuno di noi porta in dote in aggiunta alla vera miseria delle cose che non piu' rappresentano il superfluo ma lo stretto necessario per continuare a vivere o sopravvivere.Ci aggrappiamo alle varie possibilita' di poter usufruire di aiuti che forse ci spetterebbero ma che forse arriveranno solo per pochissimi e non risolveranno miserie ormai troppo radicate nell'io di ciascuno, non c'e' la speranza, non vediamo esempi pratici di coloro che al nostro pari siano riusciti a risollevarsi ed ingranare una prospettiva di vita serena con un lavoro che permetta di mantenere noi stessi e le famiglie che con occhi sempre piu'stupiti guardano e vedono la reale impossibilita'di una rivelazione che porti il nucleo dei propri affetti lontano da lidi cosi' miseri. Questo in gran parte nemmeno mi rappresenta visto che io per sfortuna o per fortuna sono solo al mondo, senza un parente che sia anche alla lontana legato a me da qualche intreciatissimo miscuglio, niente, non esiste.


Cercare d'altronde in momenti di bisogno e sempre azione di grande coraggio ed umilta' che io non ho e per questo preferisco non dover ricevere garbati rifiuti magari da consanguinei che mai prima avevo conosciuto o forse nemmeno sospettatane la presenza nelle genealogie familiari.
Forse in tutto questo contesto la cosa sbagliata sono io che a 56 anni pretendo ancora di lavorare e a discapito di altri piu' giovani o piu' abili avrei perfino la pretesa di voler provare a  condurre una vita dignitosa.

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